CONTRIBUTI


PARATE DEVIANTI (NAGASHI UKE)


PARATE DEVIANTI (NAGASHI UKE)

Sono un insieme di tecniche molto efficaci per neutralizzare attacchi JODAN o
CHUDAN, accorciando, nello stesso tempo, la distanza di combattimento.

Queste parate iniziano con il braccio proteso in avanti, mentre la deviazione può
avvenire verso lo stesso lato del corpo o verso quello opposto, rispetto alla mano
che para.

In quest'ultimo caso è la mano che devia l'attacco (TE NAGASHI
UKE), utilizzando il palmo (TEISHO) od il taglio (SHUTO) ed
incrociando davanti al corpo secondo il principio SOTO, per terminare a fianco
del viso, sopra la spalla o sotto l'ascella, con il gomito aderente al torace.

Nella parata deviante dallo stesso lato del corpo, la deviazione segue il principio
UCHI, utilizzando l'avambraccio dalla parte del palmo (HAIWAN NAGASHI
UKE), con il pugno fortemente ripiegato sullo stesso ed il gomito che,
avvenuto il contatto, si flette completamente.

In generale, le parate devianti sono tanto più efficaci quanto più ci si limita a
lasciar scorrere l'arto dell'avversario senza bloccarne il movimento, mantenendo
così "l'estensione" dell'attacco per controllarlo meglio e poter effettuare, allo
stesso tempo, un'entrata in contrattacco, così come viene efficacemente mostrato
nel finale del KATA HEIAN GODAN e nel KANKU DAI.

L'avambraccio atteggiato come nella HAIWAN NAGASHI UKE si utilizza
anche come parata bloccante su calci o pugni circolati (MAWASHI), sia con il
movimento UCHI che con quello SOTO, soprattutto durante l'allenamento a
coppie, poichè, per la sua capacità di assorbire morbidamente l'urto, evita il
rischio di danneggiare l'arto dell'attaccante presente in altre tecniche difensive.


estratto da:
"DO" - VIAGGIO ATTRAVERSO IL KARATE ALLA RICERCA DELL'ANTICO TO-DE
ROBERTO GONELLA